Quando la gente ama fare la fila

Marketing è farsi scegliere.


Farsi scegliere in un mondo in cui tutto è percezione e la percezione è tutto.

Un esempio tratto dal quotidiano.


Perché scelgo una farmacia che dista 10 minuti da casa e non una che ne dista 5 e che per di più pratica sconti?


I prezzi favorevoli dovrebbero, di per sé, essere un valore aggiunto. Il valore aggiunto. Invece, che faccio? Desisto e faccio altri 5 minuti in più di strada.


La farmacia B, quella più lontana e più costosa, è anche più piccola e meno fornita.


Come fa un fornitore di servizi a convincere me a scegliere B anziché A, nonostante gli svantaggi in termini di 1) distanza 2) prezzo 3) assortimento?


Facile. Faccio un bilancio costi-benefici.


La farmacia A è grande, fornita ma c'è sempre una coda scoraggiante. La farmacia B è piccola, non molto fornita ma in compenso:


- consente di richiedere la disponibilità dei farmaci via chat

- appena sono disponibili, fissa un appuntamento in orari meno congestionati

- la fila è più corta, come recitava una pubblicità di Avis (il pubblicitario Bernbach era bravo con le paramologie, fare leva su un punto debole).


Perché dovrei scegliere la farmacia A e farmi tutta quella coda? Per lo sconto. Ma a conti fatti, il tempo impiegato in fila vale quei pochi euro risparmiati?


Quanto spesso ci dimentichiamo che il tempo - nella sua irreversibilità - è un valore intestimabile.


Marketing è farsi scegliere. Tutto sta nel farsi le domande giuste.




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